Paziente

Giulia, 28 anni, project manager

Patologia:

L’8 dicembre 2022 la paziente subisce una caduta sugli sci, durante una curva le cede il ginocchio. Dopo una Tac viene confermata una frattura alla spina tibiale, da operare. L’Intervento chirurgico avviene il 22 dicembre, con innesto di fili ad alta resistenza. Successivamente le viene prescritto l’uso del tutore fino a fine gennaio, con la possibilità poi di iniziare i primi appoggi del piede. In febbraio la paziente inizia con la fisioterapia due giorni alla settimana in un altro ambulatorio. Il ginocchio non risponde alla fisioterapia perché totalmente “bloccato”, tanto che a fatica si arriva a una flessione di 90 gradi.

Trattamento:

Il 20 marzo la paziente decide di cambiare centro di fisioterapia e si reca in Fisioterapia Medica dove inizia nuovamente la riabilitazione del ginocchio eseguendo ogni giorno, per cinque giorni a settimana, le seguenti terapie:

  • Idrochinesiterapia in vasca riabilitativa
  • Rieducazione funzionale eseguita dal terapista
  • Una serie di terapie fisiche: Laser, Elettrostimolazione, Tecar terapia e SIS Sistema Super Induttivo

Il 27 marzo subisce un ulteriore intervento chirurgico di sblocco in narcosi, per rompere le aderenze e recuperare la flessione, al seguito del quale riprende la riabilitazione presso il nostro centro. Eseguendo le terapie cinque giorni a settimana, recupera quasi totalmente la flessione in circa due mesi e mezzo.

Conclusione

L’estensione del ginocchio è recuperata, ma non totalmente. Dopo ogni trattamento di fisioterapia la situazione migliora ma, rapidamente, nel giro di qualche ora il ginocchio torna allo stato precedente. A fine ottobre alla visita di controllo con l’ortopedico viene prescritta una risonanza ad alto campo per capire la situazione.

Autore: Arturo Russo, Fisioterapista