Paziente
Ian, 34 anni, cameriere, rugbista

Patologia
Il paziente, a seguito di un infortunio durante una partita di rugby, lamenta forti dolori alla spalla sinistra, a causa di una lesione irreparabile dei tendini della cuffia dei rotatori. A seguito della visita con il medico Ortopedico, e di alcuni esami diagnostici (risonanza magnetica, radiografia e TAC), gli viene diagnosticata la rottura della cuffia dei rotatori. L’Ortopedico indica come trattamento l’intervento chirurgico con protesi inversa alla spalla, seguito da una corretta riabilitazione fisioterapica.
Questo tipo di intervento infatti viene effettuato con successo in molti pazienti che soffrono di artropatia degenerativa della spalla, che può essere causata dalla rottura della cuffia dei rotatori, ma anche dall’artrosi dell’articolazione associata a una grave frattura della spalla.
La protesi viene definita inversa perché viene invertita l’articolazione: la testa che si trova nell’omero viene fissata alla glena, e la coppa (glena) viene fissata all’estremità superiore dell’omero, così da usare muscoli differenti per muovere il braccio. Non viene più utilizzata la cuffia dei rotatori ma il muscolo deltoide e il sottoscapolare.

Trattamento
Effettuato con successo l’intervento, il braccio viene posizionato dentro ad un tutore. Dopo un mese, il paziente inizia la fase riabilitativa post-operatoria, con un protocollo di 4 cicli (10 giorni di terapie per ogni ciclo, quindi 8 settimane). Ogni ciclo prevede sedute quotidiane di riabilitazione a secco, con laser terapia e correnti antalgiche, e riabilitazione in acqua, appena la ferita è ben rimarginata e il braccio lo consente. Iniziando con dei movimenti passivi per liberare l’escursione dell’arto in tutti i suoi piani, per poi passare ad un rinforzo muscolare assistito dal terapista, seguito da esercizi da eseguire in casa con l’ausilio di bande elastiche.

Conclusione
Il protocollo di quattro cicli è stato completato con successo dal paziente, che ha raggiunto il recupero della spalla, ottenendo una qualità di vita tale da svolgere le normali attività quotidiane e lavorative in assenza di dolore. L’attività del rugby è stata sospesa, per evitare ulteriori traumi alla spalla e consentire una completa guarigione.

Autore: Patrick Zoroaster, Terapista